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Restauro mobili antichi, alla scoperta di una professione artigianale

I mobili antichi spesso hanno bisogno di essere restaurati per riacquisire luce e splendore di un tempo: farlo al meglio è un qualcosa che richiede competenza oltre che passione e chi svolge questa professione, quella di restauratore, non deve soltanto essere in possesso di adeguate doti manuali, ma anche di competenze di altro genere legate proprio al gusto, alla capacità mentale di entrare in sintonia con l’elemento di arredo che si ha tra le mani.
In particolare, per poter svolgere al meglio questo lavoro, occorre possedere conoscenze teoriche basate su un’adeguata preparazione ed una competenze approfondita degli aspetti storici, artistici e materiali del mobile

Il restauratore è equiparabile al chirurgo

Per riuscire a garantire la sopravvivenza del mobile antico il punto da cui partire è affidarsi ad un professionista che possieda la competenza per conoscere in maniera profonda il manufatto e la sua evoluzione storica. Un sapiente utilizzo delle tecniche e dei materiali più idonei per il suo restauro potrà condurre al risultato desiderato, restituendo nuova vita all’oggetto del restauro.
Proprio per questo motivo il restauratore viene paragonato al chirurgo: in entrambi i casi ad essere sottoposto ad intervento è qualcosa di irripetibile, da un punto di vista biologico o storico. Sia il restauratore che il chirurgo si propongono come missione la sopravvivenza della materia ad essi affidata, nelle migliori condizioni possibili.

I passi necessari per il restauro di un mobile antico

Per portare a termine un’operazione complessa come il restauro di un mobile antico, occorre mettere in campo una strategia ben precisa, composta dai seguenti passi:

  • riconoscere il mobile, così da capire se occorre eseguire un restauro conservativo o un restauro antiquariale, se consolidare o sostituire, se conviene sverniciare o conservare la patina, quale lucidatura e ferramenta scegliere;
  • effettuare la sverniciatura, dopo la valutazione dello stato di conservazione della patina del mobile;
  • appurare la presenza di tarli. Ove accertata si può passare ad un trattamento con un antitarlo a base di permetrina, insetticida veicolato con un solvente incolore ed inodore il quale permette alla sostanza di giungere in profondità nel legno;
  • eseguire le opere di falegnameria, scegliendo tra la sostituzione e il recupero delle parti danneggiate. Solitamente il recupero e la reversibilità dell’intervento sono alla base di un restauro fatto a regola d’arte;
  • preparare il fondo procedendo alla pulizia, ad una leggera carteggiatura tesa a rimuovere i residui di colla, alla stuccatura con uno stucco di gesso, chiudendo i piccoli fori e difetti del fondo, alla coloritura per mezzo della quale viene scaldato il tono del mobile, armonizzare le parti caratterizzate da colori diversi e tonificare quelle nuove;
  • procedere alla lucidatura, grazie alla quale è possibile riuscire a valorizzare il mobile rispettandone per quanto possibile le peculiarità storiche;
  • effettuare la patinatura, necessaria per giungere ad un restauro di qualità. Per farlo occorre in pratica che il mobile non sia mai stato sottoposto ad un restauro. I migliori restauratori sono in grado di dare vita ad un processo al termine del quale il mobile sottoposto alle loro cure avrà il morbido lucido che è la vera caratteristica dei manufatti antichi.

Tutto questo richiede competenze elevate, una manualità ed un approccio artigianale che sono, oggi, difficili da trovare. Il ricorso a professionisti specializzati in arredo su misura e mobili artigianali è la soluzione per chi abbia esigenze di questo genere.

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