Le statistiche sui furti all’interno delle abitazioni continuano a segnalare un gran numero di reati di questo genere anche se, nel corso degli ultimi anni, il dato complessivo ha fatto registrare una frenata.
Considerato come molti non denuncino neanche quanto accaduto, pensando con tutta evidenza di non poter recuperare il bottino, si tratta di un tema molto delicato in quanto destinato ad avere ricadute a volte clamorose. Basti pensare in tal senso alle polemiche che hanno accompagnato l’approvazione in Parlamento della nuova legge sulla legittima difesa, che amplia il diritto a difendere la propria abitazione da visitatori sgraditi anche con l’utilizzo di armi da fuoco.

Gli impianti antifurto sono sempre più venduti

Proprio la pericolosità di situazioni di questo genere ha spinto nel corso del tempo un numero sempre maggiore di italiani ad optare per l’adozione di impianti di allarme all’interno delle proprie case. Si tratta ormai di un qualcosa da prendere in considerazione quando si procede con i lavori di una casa nuova o con opere di ristrutturazione. Il mondo dell’arredamento tiene sempre più da conto il ricorso a sistemi di allarme.
Secondo una ricerca condotta da Ipsos nel 2015 circa 3 italiani su 4 disponevano di un sistema antifurto all’interno della propria abitazione con una crescita esponenziale rispetto al 50% fatto registrare dieci anni prima. Un dato reso ancora più significativo dalla contingenza che molti nostri connazionali sono disposti a sacrificare anche la spesa per la salute a quella per la sicurezza.

Quali sono gli antifurti più usati?

Fin qui il discorso teorico. Ma nel concreto, quali sono le tipologie di antifurto più utilizzate e quali quelle che possono essere considerate migliori rispetto alle altre? Partiamo da un assunto: oggi sul mercato ci sono tantissimi modelli di allarmi casa. Antifurti di vario genere per ogni esigenza.
Quando si valuta un sistema di allarme per la propria abitazione sono tanti gli aspetti che devono essere tenuti in considerazione. Iniziamo a monte con una macro divisione tra gli impianti di allarme casa che possono essere predisposti nella propria abitazione.
I sistemi di antifurto si dividono di base in due categorie: allarmi filari e allarmi wireless. I primi sono solitamente più costosi in quanto presuppongono l’effettuazione di opere murarie e l’impiego di un installatore professionale, anche per le eventuali modifiche e integrazioni.

Sistemi di allarme senza fili, antijamming, nebbiogeno

I sistemi senza fili di contro sono più facili da neutralizzare in quanto basati sulla comunicazione via radio tra sensori e centralina che può essere messo fuori gioco dai ladri. Proprio per questo sarebbe il caso di spendere qualcosa in più e preferire sistemi provvisti di antijamming e doppia o tripla frequenza: il primo impedisce la dispersione del segnale tramite attacco elettronico, la doppia o tripla frequenza gli consente invece di viaggiare su quelle che non siano oggetto dello stesso.
Va poi sottolineato come siano le stesse forze di polizia ad affermare la superiorità tecnologica di un terzo sistema di allarme, il nebbiogeno, che provvede da emanare una fitta coltre di nebbia una volta che sia stato individuato un tentativo di intrusione all’interno dell’area protetta. Proprio l’impossibilità di vedere e muoversi con la necessaria destrezza, spinge il malintenzionato ad evacuare l’ambiente attaccato prima che possa arrivare qualcuno.
Molto diffuso soprattutto nei Paesi nordici, il sistema di allarme nebbiogeno non è tuttavia ancora così tanto utilizzato alle nostre latitudini.